Alessia Pignatelli da Sulmona (Critica ispirata all’opera pittorica “La pace dell’io”)

“La pace dell’Io” ossia la personale pace della Pittrice Abruzzese Alessia Pignatelli da Sulmona, che io avrei anche Intitolata più genericamente “La Pace dell’Essere”, è un acrilico su legno, da associare per la forma, il contenuto ed il messaggio, alla corrente Artistica del Surrealismo, Stile nato come evoluzione del Dadaismo e fondato da Andrè Breton, che dopo un’attenta riflessione sulla lettura Freudiana, accettò l’idea che onirismo ed inconscio, sono due condizioni che ricoprono un ruolo fondamentale nella Civiltà moderna. Al neonato movimento artistico, cioè il Surrealismo aderirono importanti Artisti del 900 (Clerici e Sommariva) e ci piace ricordare il Grande Matisse, per non parlare poi di Salvador Dalì che affermò: “Il Surrealismo sono Io” – Nell’arte si arriva a fondere fisicamente un sogno, con la proiezione dell’inconscio, su un supporto, che potrebbe essere benissimo di varia natura, ossia, tela, legno, parete o altri materiali ancora. Prima di passare all’analisi vera e propria dell’opera della “Pignatelli”, vorrei fare una precisazione: Nell’arte, o come nella scrittura, di solito un dipinto, dovrebbe essere letto da sinistra verso destra, anche se esistono casi, che non rispettano questa regola, come ad esempio, “La Primavera” del Botticelli. Infatti, l’inizio del sogno proposto, ossia l’utopia cromatica, anelata e circoscritta come tema, dalla nostra brava Artista, parte proprio da destra, per concretizzarsi come vedremo, nella campitura angolare azzurrina, nella parte sinistra superiore. Un mio amico, vedendo che mi accingevo a stilare un giudizio su questa realizzazione pittorica, mi ha detto: “Pasquale, in fatto d’arte, non è che ci capisco poi tanto, però a me questo quadro, sembra una fotografia fatta dallo spazio, sul pianeta terra! Come farai a scrivere una critica su un’opera così, lo sai solo tu! Ecco perché sei un po’ matto, come tutti gli Artisti” – Mi sono messo a ridere e gli ho detto: “Siediti vicino a me e vedrai invece cosa vado a scrivere, su un’opera di questa meravigliosa portata”. Il dipinto, realizzato con la comune tecnica acrilica e che ha come supporto una normalissima superfice di legno, viene globalmente illustrato con una stesura cromatica, ossia con delle tonalità che vanno dal caldo al freddo, mentre minuscole variazioni, o porzioni appena percepibili di tinte neutre, fanno da cornice all’intera elaborazione. I Passaggi di colore spaziano vertiginosamente con contrasti intermedi, molto pronunciati, senza per questo, mimetizzare in un secondo piano, le aree interessate, che risultano invece decorosamente allegoriche, con un timbro fantasticamente e straordinariamente festoso. L’idea del progetto della nostra eccellente artista, come già suggerito, parte sotto-forma di visione biologica, con i suoi derivati, ossia gli alti e bassi della vita, iniziando proprio da destra. Nella zona centrale, l’insieme sembra emulato, ossia dimentica l’origine, per proseguire nella concretizzazione vera e propria nella campitura azzurrina. Il pensiero o contenuto filosofico, a noi ignoto, è solo manifesto alla “Pignatelli”. Tuttavia “La pace dell’Io”, ci offre una chiave pittorica o codice, per decifrare il messaggio e noi, tentiamo con le nostre poche risorse, di rendere noto: Infatti l’area finale in esame, cioè quella azzurra. Che poi si scinde in colori più tenui e sfumati, come il celeste, ha una forma, che ricorda vagamente un cuore, certo, trattandosi di Surrealismo tutto è permesso, in quanto avviene la concretizzazione di un sogno, proprio come una licenza poetica, che si dissocia in forma aggraziata, dalla terminologia in uso, pur riferendosi allo stesso tema – Quindi trattandosi di un sogno, una forma, non dovrebbe essere necessariamente curata nei particolari. Il nesso logico o messaggio, è fin troppo evidente a questo punto: La nostra Pittrice, è una vera e grande sognatrice, di una sensibilità unica, alla costante ricerca del vero affetto (Il Cuore), che spazia il suo profondo sentimento, nell’immenso spazio (L’aere azzurrino), anche se il suo sogno a volte viene interrotto da ostacoli (le nervature o tracciati più scuri). Noi da buoni intenditori, le auguriamo che questo suo progetto cromatico, un giorno non lontano, si vesta completamente di azzurro e forse quel lontano sogno, nascosto nella sua anima, certamente potrebbe realizzarsi.

-Grazie per avermi letto-  Pasquale Solano (Critico d’arte)

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